In breve, la giornata di oggi:
- Il 92% di internet poggia su codice open source, ma meno del 2% delle aziende che lo usa restituisce qualcosa.
- Il 51% dei siti Joomla online è ancora su Joomla 3. Il numero cala, ma è ancora alto.
- YOOtheme Pro avrà un "collega" AI dentro il page builder, con un suo server MCP.
- Joomla 7 toglierà altro codice vecchio: il plugin di retrocompatibilità dà due anni di respiro, ma la lista delle rimozioni è già sul Manual.
Apertura: come si sostiene OSM
La giornata è iniziata con un messaggio del board di Open Source Matters su un tema che si tende a dimenticare: i soldi. Dietro Joomla non c'è un'azienda che paga i conti, e ogni anno OSM spende decine di migliaia di dollari tra spese legali, infrastruttura e spese accessorie. Trovare le risorse è una parte fondamentale del lavoro.
Due numeri che restano in testa: il 92% di internet e delle sue infrastrutture è basato su codice open source, e meno del 2% delle aziende che usano open source restituisce qualcosa a quei progetti. Per chi con Joomla ci lavora e ci fattura, è un numero su cui vale la pena fermarsi un attimo.
Sigrid Gramlinger: Joomla Unpacked
Il keynote di Sigrid Gramlinger era una fotografia del progetto: roadmap, strategia e cosa sta succedendo davvero.
Prima il ciclo di rilascio, che da Joomla 4 è regolare: una major ogni due anni, una minor ogni sei mesi, le patch ogni sei settimane, di giovedì. Le patch contengono solo correzioni, le funzioni nuove arrivano solo con le minor. Da Joomla 4.2 ogni versione ha due release manager, e come raccontava ieri Benjamin Trenkle esiste un processo post-rilascio che decide cosa fare se qualcosa va storto subito dopo un aggiornamento.
Poi il dato che fa più discutere: il 51% dei siti Joomla online è ancora su Joomla 3. Il trend è in calo costante, ma il numero resta alto e bisogna capire come mai e come intercettare tutti questi siti rimasti indietro. Questi dati arrivano anche dal plugin delle statistiche, che è completamente anonimo: se lo hai disattivato, riattivalo. Aiuta il progetto a sapere su cosa gira Joomla davvero.
La strategia di sviluppo poggia su cinque principi: stabilità, retrocompatibilità, rilasci prevedibili, sicurezza, sviluppo aperto. E la missione resta la stessa: una piattaforma flessibile per la pubblicazione digitale e la collaborazione.
Dagli sprint su Joomla 8, tavole rotonde di qualche giorno sul futuro del CMS, è uscita una strategia di prodotto in tre punti:
- Difendere ed espandere quello che rende Joomla forte: accessibilità, sicurezza e così via.
- Aumentare l'efficienza, rendendo Joomla pronto per l'AI.
- Semplificare l'ingresso: un vero effetto "wow" per chi arriva da fuori.
Curiosa la storia del progetto accessibilità di cui si è parlato ieri: non era in programma, è nato da una candidatura privata dell'ex presidente di OSM con poca discussione nella community, poi il board lo ha approvato a marzo 2026 e lo ha allineato alla roadmap di Joomla 8. Risultato: 500.000 euro dalla Sovereign Tech Agency per 18 mesi di lavoro. Da "non pianificato" a "strategia".
Hanna Znanewitz: la prossima generazione di YOOtheme Pro
Da fan di YOOtheme era il talk che aspettavo di più. Hanna ha iniziato dalle novità della versione 5.1:
- L'elemento marquee: scorrimento continuo di immagini, video o contenuti misti, come pannello o overlay, con velocità e direzione regolabili, rallentamento al passaggio del mouse e bordi sfumati.
- L'elemento video rivisto: video nativi, iframe da YouTube e Vimeo con segnaposto per il consenso, oppure video usati come immagini animate (muti, senza controlli, in autoplay). Si può far partire il video al passaggio del mouse, quando entra nella viewport, o farlo andare avanti e indietro mentre scorri la pagina.
- L'accordion può ora comandare lo switcher, con un sistema personalizzato di gestione delle tab.
Ma tutto questo, ha detto, è stato pensato prima che l'AI entrasse di prepotenza nella vita di chi sviluppa. Da qui la novità grossa: un collega AI dentro il page builder, basato su uno YOOtheme MCP. Il funzionamento è semplice: la sessione del browser e l'agente AI parlano entrambi con il server MCP; l'agente lavora sulla pagina, ma sei tu a decidere quando salvare. Richiederà una licenza valida. I prossimi passi: integrazione con l'MCP di Joomla, un page builder e un editor di stile di nuova generazione.
L'approccio mi convince: l'agente modifica, tu controlli e salvi. È la stessa cosa che ieri Nicholas Dionysopoulos chiamava "fidati, ma verifica".
Benjamin Trenkle: cos'è questa cosa chiamata GitHub?
Un talk per chi Git non l'ha mai usato. L'idea di Git è ricordare la storia delle modifiche: un backup incrementale del lavoro in corso, un modo per collaborare, per tornare indietro quando qualcosa si rompe, e oggi anche per tenere d'occhio cosa cambia l'AI nel tuo codice.
I comandi base in pratica: si crea una cartella e si inizializza il repository con git init; git status dice come sta il repository; git add . mette in attesa tutte le modifiche; git commit -m "Add Hello World!" salva un punto di controllo; con git branch e git switch si lavora su un ramo separato. Dentro la cartella .git di ogni progetto c'è tutta la storia: in sostanza un elenco di differenze di tutti i file e di come sono cambiati nel tempo.
Alla fine è arrivato il consiglio più utile per chi vuole dare una mano a Joomla senza installare nulla: per testare una pull request basta andare sul repository di Joomla su GitHub, cliccare su Code → Codespaces e creare un codespace sul ramo della PR. Si ottiene un Joomla funzionante con quella modifica già applicata, direttamente nel browser.
Harald Leithner: prepara le tue estensioni per Joomla 7
Harald Leithner ha spiegato cosa cambierà nel core con Joomla 7. Perché si toglie il codice vecchio? Per tre motivi: manutenibilità, sicurezza, prestazioni.
Da Joomla 5 esiste il plugin Behaviour - Backward Compatibility, che permette di usare le funzioni della major precedente per almeno due anni: con il 5 usi quelle del 4, con il 6 quelle del 5, e con il 7 quelle del 6. Il plugin ha tre opzioni: alias per le classi rinominate o spostate in un namespace, inclusione delle classi deprecate rimosse (che finiscono in /plugins/behavior/compat7/classes/) e gli asset rimossi, che vengono forniti vuoti giusto per evitare un'eccezione.
Dalle slide, alcune delle cose che spariscono o cambiano: i vecchi metodi def, get, set, getProperties e setProperties del trait LegacyPropertyManagement, usati da Table, Model, View e User; nei plugin via il $dispatcher nel costruttore e il rilevamento automatico di $db e $app, si usa l'interfaccia subscriber, eventi singoli e lazy loading, e non si simulano più gli eventi del core.
Chi ha estensioni personalizzate sui siti dei clienti farebbe bene a darci un'occhiata adesso: l'elenco completo di quello che viene deprecato e rimosso è già pubblicato sul Manual, alla pagina Removed and backward incompatible changes 6.4 → 7.0.
Benjamin Trenkle: 33 modi per tenere vivo Joomla
Di nuovo Benjamin Trenkle, questa volta con un elenco: 33 modi per aiutare Joomla. Non li riporto tutti, ma il punto è che la maggior parte non richiede di scrivere una riga di codice. Li raggruppo:
- Sii gentile con Joomla: parlane bene, soprattutto sui social, e condividi i progetti riusciti su spreadthejoomlalove.com.
- Aiuta sul forum ufficiale, sui forum locali, sui gruppi Facebook, su Mattermost.
- Documenta su guide.joomla.org e manual.joomla.org; traduci i file di lingua del core e delle estensioni; testa le PR su issues.joomla.org.
- Parla: fai da speaker a un evento Joomla, o anche a uno che non c'entra niente con Joomla.
- Paga: un contributo retribuito, una donazione a chi sviluppa estensioni, una sponsorizzazione a un evento.
- Insegna: fai da mentore nella Joomla Academy o al Google Summer of Code, scrivi per il Magazine, prendi un tirocinante e mostragli Joomla.
- Partecipa: Pizza, Bugs & Fun, un Joomla User Group (o fondane uno), le sessioni Make it happen, un team su volunteers.joomla.org/teams.
Make it happen
Il pomeriggio è stato diverso dal solito: niente talk, ma 14 gruppi di lavoro sparsi per le sale, ognuno su un tema. Chi testava bug, chi scriveva codice, chi lavorava su documentazione, certificazione, accessibilità.
Il mio gruppo, che ho guidato insieme a Nadja Lamisch, si occupava di social media. Abbiamo messo insieme una lista delle funzioni di Joomla che meriterebbero più visibilità sui social, qualche storyboard per i video e alcuni testi per i post. Io mi sono concentrato sulla parte video e sugli storyboard.
È la parte della conferenza in cui si vede più il contatto umano: persone che si conoscono da ore e si mettono a lavorare sullo stesso foglio. Alla fine siamo riusciti a tirare fuori qualche idea per i social e due/tre storybook for dei video, direi che è stato un successo.
Cosa mi porto a casa dal secondo giorno
Il filo di oggi è semplice: Joomla è fatto da chi ci mette le mani, e i modi per farlo sono tanti anche senza scrivere codice. Testare una PR da un browser, riattivare un plugin di statistiche, tradurre una stringa, scrivere un post. Domani ultimo giorno, con il keynote di Brian Teeman che si intitola "Joomla is free, so why aren't you paying?".